Guido Mina di Sospiro

Silenzio, parla "L’albero"

Da sempre gli alberi, con la loro presenza silenziosa, sono vicini all’uomo e ne ascoltano e osservano tutte le azioni. Uno di questi muti testimoni è un tasso vecchio di duemila anni, che racconta la sua storia, riportando alla luce antiche memorie, nel romanzo di Guido Mina di Sospiro "L’albero" (Rizzoli, 291 pagg., 14 euro).
Si tratta di un omaggio che l’autore, un aristocratico di origini italiane residente in America, vuole fare a una pianta secolare che ricorda di avere visto, fina dall’infanzia, nella villa della nonna situata sulle rive del lago di Como. Il racconto è pero ambientato in Irlanda, patria di questi rigogliosi alberi, e narra in prima persona la vita di una regina della foresta.
Iniziando dalla nascita, il tasso descrive la propria convivenza con gli altri componenti del regno animale e vegetale, ma soprattutto con gli uomini, dei Celti che la veneravano come una divinità, ai Romani che tentarono di conquistare l’Irlanda. "Gli alberi sono stati padroni indiscussi del mondo prima degli uomini e fra loro il tasso è praticamente immortale perché da vecchio diventa cavo e rinasce da dentro, mentre i suoi rami entrano nel terreno e danno vita a interi boschi", ha spiegato lo scrittore in una recente intervista. "Volevo raccontare una storia degna di tanta maestosità - ha aggiunto Guido Mina di Sospiro - perciò ho studiato a lungo grazie all’aiuto di botanici e naturalisti, ma soprattutto ho viaggiato molto alla ricerca di un tasso che potesse diventare protagonista del mio romanzo in Inghilterra, Scozia, Galles e infine Irlanda, dove ho trovato il tasso di Killarney. Lì ho capito che si sarebbe trattato di un esemplare femminile, anche se l’originale era un maschio."
Dopo tanti secoli, solo oggi l’albero, finalmente protetto e venerato come simbolo di risurrezione e immortalità, può lanciare il suo profondo messaggio di armonia e pace fra le creature che vivono sulla terra.
Paragonato dalla critica a "Il piccolo principe" di Antoine de Saint Exupery, a "L’uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono e a "Il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder, "L’albero" appartiene a quella lunga tradizione di romanzi che sono diventati veri e propri classici in cui la filosofia si tramuta in una fiaba. Un libro che fa riflettere sul ruolo dell’uomo e l’influenza che l’uomo ha nei confronti della natura e dà voce a un essere ritenuto, a torto, inanimato.
            Simona Scandellari
LOMBARDIA
                             oggi
8 dicembre 2002
Rassegna Stampa
L'albero