L'arcano Sospiro del fiume di Guido Mina
il Domenicale
SETTIMANALE DI CULTURA
1 NOVEMBRE 2003
Scrivere è un atto etico, una disciplina di vita. Per farlo compie su se stesso dei veri e propri percorsi iniziatici. Crede che le piante siano esseri quasi immortali, assai più progrediti dell'uomo. Tenta di scandagliare i territori rimasti del sacro. È un bestsellerista sui generis. Ora in Italia il suo ultimo testo
Roma. Un ristorante tirolese di fronte a Castel Sant'Angelo, appuntamento nell'angolo più appartato del locale, intenzionalmente richiesto nella prenotazione mattutina. Il marchese Guido Mina di Sospiro è di passaggio nella Capitale, ha occhialini tondi con montatura di metallo dorato, l'ovale leggermente allungato da un pizzetto sale e pepe, un'inflessione vagamente padana nel pur ineccepibile eloquio. Sull'appendiabiti di fianco al tavolo ha depositato il suo cappello a falde larghe.
Veste con i colori del bosco: a parte il fazzoletto bianco infilato con disordinata nonchalance nel taschino, è stretto in una giacca verde-spinato che sfila sui pantaloni di velluto beige a costine strette. Sulla camicia a righe blu, il verde della cravatta in cui nuota una fantasia di quadrati marroncini. Sorriso di prammatica, stretta di mano, presentazione. Ci si accorda sul fatto che salumi di cacciagione e gulash non vanno d'accordo con il registratore acceso. Dunque, prima si mangia (e si beve, birra chiara e minerale). Tuttavia la favella si scioglie presto sulla bocca dei commensali. E l'eco-scrittore prende a far volteggiare la mano destra (nell'anulare un vistoso anello con blasone) attaccando come non ti aspetti: "È giusto che l'America abbia fatto guerra all'Irak".
     Prego?
Guardi, io sono nato in Sudamerica da famiglia italiana, ho vissuto a lungo in Italia, ora abito negli Stati Uniti ma ho viaggiato in tutto il mondo.
     Dunque?
Ho sviluppato un punto di vista distaccato. Ma se negli USA faccio l'italiano a oltranza (e mi sforzo perché la nostra lingua sia studiata), quando supero i confini difendo l'America. Nel caso specifico credo sia meglio liberarsi subito di un paese terrorista piuttosto che rimandare il problema. Senza contare che se gli estremisti islamici stanno già organizzando altri attentati in Occidente non sarà certo una guerra all'Irak a convincerli maggiormente nella loro volontà omicida. Guerra o no, attaccheranno e basta.
     
Con tutto il rispetto per la paura del terrorismo, è opinione diffusa che dietro il conflitto con Saddam ci sia una questione un po' complessa. Nessuno ne esce bene: la Francia pacifista difendeva il greggio fornito da Baghdad alla sua Total-Fina. La Russia pensava ai contratti già siglati con le sue compagnie. Bush forse sognava un protettorato in Medioriente per scompaginare i giochi di tutti e chiudere la partita.
È possibile. Ma tenga conto che negli Stati Uniti il problema islam non è mai stato avvertito come in questi ultimi tempi. Dopo l'11 Settembre, anche da noi la gente è meno politicamente corretta di quanto si creda. Si chiede perché i musulmani possano costruire le loro moschee qui da noi, mentre l'ipotesi di edificare una Chiesa alla Mecca scatenerebbe un inferno.
     
In Marocco, per esempio, sono rimasto sconcertato dal divieto di entrare in una moschea per gl'infedeli. La situazione è esasperata. Conosco preti che in Florida non hanno più paura d'indicare negli islamici i veri infedeli. Lei come ci si trova, in America?
Bene, a parte il fatto che se non hai con te la carta di credito è come se non esistessi: niente acquisti in contanti, niente albergo senza i numeri di carta e così via. Comunque, penso e scrivo in inglese,
abito in un piccolo paradiso. Miami è città municipalizzata: tutto privato, benessere, il caldo mitigato dal vento costante. E poi la mia casa, con un magnifico giardino che mi permette di dedicarmi alla mia passione, la botanica.     
Crede davvero che le piante siano superiori all'uomo?
In un certo senso sì. Se misuriamo gli esseri viventi in base alla longevità, il tasso sicuramente è superiore all'uomo: invecchiando, il suo tronco diventa cavo ma nel corso dei secoli si rinnova dall'esterno all'interno. È tecnicamente immortale. In più, è in grado di secernere sostanze chimiche per aggredire le piante indesiderate che gli crescono attorno, eliminandole.
Infine, è capace di sopravvivere rallentando i suoi ritmi vitali, forse è l'unico essere vivente che possa superare una grande esplosione atomica rimanendo pressoché indenne.
     E gli altri alberi?
Molti di loro, per stazza e longevità, ci superano. Naturalmente sono anche indispensabili alla nostra sopravvivenza, e non solo per il noto scambio fra ossigeno e anidride carbonica. Tornando al tasso: uno dei migliori anticancerogeni in uso tra gli uomini viene ricavato da una sostanza prodotta dall'albero, il taxolo.
     Resta il fatto che è l'uomo ad aver sviluppato una coscienza ecologista. Siamo in grado di distruggere il pianeta che abitiamo, ma avvertiamo questa responsabilità e ne discutiamo fra uomini. Anche lei, in fondo, ha metamorfizzato questa sensibilità poggiando sul mondo lo sguardo di un albero. Ma un albero umanizzato. Quando una specie di alberi incontra un ostacolo ingaggia una guerra chimica assai poco morale. Chi mi dice che non farebbe lo stesso anche con l'uomo, potendo?
Per ora i dati ci dicono che l'uomo tende alla distruzione dell'ecosistema. Gli alberi, che pure vivono in terra da milioni di anni, hanno contribuito alla sua preservazione. Non creda poi che l'ecologismo sia un freno alla rovina dell'ambiente. Si tratta di un fenomeno circoscritto all'Occidente e agli Stati più evoluti. Il terzo mondo, per entrare nella fascia dei paesi sviluppati, non esiterà a disfarsi della nostra premura.
     Non sarà mica un fondamentalista verde, à la Greenpeace…
Per carità. Nessun rapporto con i Verdi o con istituzioni simili. In America ho potuto constatare anche a che livello di lobby, di mafia, sia ridotta un'associazione come il WWF. La mia è una passione che nasce dallo studio, dall'attenzione per un mondo che molti considerano inanimato.
Continua a pagina 2
Alessandro Giuli